CARCERI: PAPA, “GARANTIRE RISPETTO DEI DIRITTI UMANI” E CERCARE “PENE ALTERNATIVE” (2)

” “In questa prospettiva, secondo il Pontefice, “va incoraggiata la ricerca di pene alternative al carcere, sostenendo le iniziative di autentica risocializzazione dei detenuti con programmi di formazione umana, professionale, spirituale”. Nel discorso del Papa, non è mancato un riferimento alla “legittima preoccupazione” che “il rispetto della dignità umana dei detenuti non vada a scapito della tutela della società”, riconoscendo la “necessità di difendere i cittadini, anche con quelle forme di deterrenza che sono rappresentate dall’esemplarità delle pene”. “Ma la doverosa applicazione della giustizia per difendere i cittadini e l’ordine pubblico – ha ammonito il Santo Padre – non contrasta con la debita attenzione ai diritti dei carcerati e al recupero delle persone; al contrario, si tratta di due aspetti che si integrano. Prevenzione e repressione, detenzione e risocializzazione sono interventi tra loro complementari”. Nel suo discorso, Giovanni Paolo II ha rivolto “un pensiero particolarmente affettuoso” a “tutti i detenuti” e ha definito “di riconosciuta utilità il ruolo dei ministri di culto”, che nelle carceri “sono chiamati ad un compito delicato e per alcuni versi insostituibile, che non si riduce ai soli atti di culto, ma si estende spesso a quelle istanze sociali dei detenuti che la struttura carceraria non sempre è in grado di soddisfare”. Da salutare “con piacere” infine, per il Papa, il fatto che “vanno moltiplicandosi le istituzioni e le associazioni di volontariato dedite all’assistenza dei detenuti e alloro reinserimento nella società”.