CONVEGNO MONDIALE DEI RELIGIOSI: RADCLIFFE, "LA VITA CONSACRATA DOPO L’11 SETTEMBRE"

"L’11 settembre è un simbolo di quanto distante sia il nostro villaggio globale dal Regno in cui tutta l’umanità sarà a casa. Quel giorno, la violenza latente della nostra cultura mondiale è diventata visibile. Il nostro pianeta soffre infatti una crisi dovuta alla mancanza di casa. Ci sentiamo a disagio nel villaggio globale": lo ha detto questa mattina a Roma p. Timothy Radcliffe, domenicano inglese, intervenendo con una relazione ai lavori del convegno "Passione per Cristo, passione per l’umanità", in corso da lunedì per iniziativa delle due Unioni, maschile e femminile, degli ordini e congregazioni religiose cattoliche di ogni parte del mondo. P. Radcliffe ha sviluppato il tema "La vita religiosa dopo l’11 settembre: quali segni offriamo noi?", ricordando che oggi "milioni di persone tentano di viaggiare, di fuggire dalla povertà o dall’oppressione, e non ci riescono. C’è un vasto spostamento di persone che cercano una nuova dimora. L’Europa sta costruendo muri per tenere fuori masse di gente che vogliono entrare. Mai nella storia tante persone sono vissute in campi per rifugiati e sono, letteralmente, senza dimora". Secondo il religioso, "in questa situazione, dominata anche dalla omologazione culturale, dal dominio dei potentati economici, dall’aumento dei conflitti, le Congregazioni religiose maschili e femmini devono far ‘esplodere’ la ‘cultura del controllo’ che dopo l’11 settembre sembra avere invaso le istituzioni economiche, politiche e sociali più diverse". Il relatore ha anche parlato di una "sfida più sottile, accogliendo gli stranieri all’interno delle nostre congregazioni e della Chiesa". I lavori del convegno, cui partecipano 850 tra superiore e superiori generali di ordini e congregazioni, oltre a teologi e delegati nazionali delle Conferenze dei religiosi, si concluderanno sabato 27 novembre.