“La solidarietà è una forza non violenta che ha il potere di cambiare la vita, è un programma serio ed impegnativo, che permette di andare incontro a chi è più debole, è alzare lo sguardo per vedere oltre la paura, la rassegnazione, il vittimismo, oltre anche l’affermazione dei diritti del gruppo di cui ci si sente parte”. È stata questa la ricetta proposta dalla Comunità di S. Egidio di Napoli, ieri, durante un incontro promosso per contrastare la cultura di morte della camorra. "La Comunità spiega uno dei responsabili partenopei, Marco Rossi in 30 anni a Napoli ha tessuto una rete di amicizia e solidarietà che ha raggiunto i quartieri del centro come la periferia e le zone più degradate della città. Gli adolescenti di Scampia e Ponticelli, i rom, i senza dimora, gli immigrati, gli anziani soli e quelli che vivono in istituto sono i nostri amici, sono parte della nostra ‘famiglia’".
La solidarietà, dunque, come "arma" contro la camorra, che è sempre più aggressiva come dimostrano "la giovane età di esecutori e vittime di omicidi, il crescere del numero di morti ‘per caso’ in conflitti a fuoco, il moltiplicarsi di aggressioni verso senza dimora, immigrati, rom, anziani". C’è bisogno, ha osservato Marco Rossi, "di una risposta forte, di affermare valori alti e largamente condivisi, come il rispetto per la vita, il diritto ad una cittadinanza piena per tutti. Crediamo, infatti, che spendersi per fare di Napoli una città per la vita sia responsabilità di tutti. Una città più umana ed accogliente nasce da scelte concrete piccole e grandi, personali e collettive, di solidarietà".
In questa direzione vanno i tre appuntamenti promossi dalla Comunità, nei prossimi giorni, a Napoli: il 29 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la pena di morte, l’incontro con Tamara Chikunova, fondatrice dell’Associazione uzbeka “Madri contro la pena di morte e la tortura”; l’11 e 12 dicembre, la manifestazione de “Il Rigiocattolo”, a cura dei bambini e ragazzi delle "Scuole della pace" per sostenere progetti di solidarietà in Africa; il 25 dicembre, i pranzi di Natale con i poveri in vari luoghi della città.