SANTUARI: MONS. COMASTRI (LORETO), “CONTRO IL RISCHIO DI MONDANIZZAZIONE L’OSSERVANZA DELLA DOMENICA CRISTIANA”

“L’attuale situazione della Chiesa, soprattutto nel mondo occidentale, è sempre più quella di una minoranza inserita e dispersa in un contesto culturale non cristiano” nel quale “forte è la tentazione di lasciarsi assimilare dal mondo”. Di qui l’importanza di osservare il "’Giorno del Signore’ per sfuggire alla mondanizzazione e per conservare e trasmettere la fede alle nuove generazioni”. Lo ha detto mons. Angelo Comastri, arcivescovo di Loreto e presidente del Collegamento nazionale santuari (Cns), inaugurando questa sera a Bitonto (Bari) i lavori del XXXIX Convegno nazionale dei rettori e operatori dei santuari d’Italia (fino al 25 novembre). “La domenica nei santuari: quale pastorale?” il tema dell’incontro; una domanda cui “non è semplice” dare risposta, ha precisato mons. Comastri, giacché “nel santuario abitualmente si riunisce un’assemblea” di persone “che non hanno una storia condivisa” né “un progetto pastorale da realizzare insieme”. “Buoni confessori e spazi adeguati; luoghi e momenti di silenzio e di adorazione eucaristica ma, soprattutto, una celebrazione eucaristica viva, ben preparata e ben guidata”: questa la “ricetta” suggerita dal presidente Cns che propone una “rilettura del significato della ‘domenica cristiana’”, “giorno del Risorto”, “dell’assemblea dei fedeli” e “della carità”. Per Comastri, infatti, “la domenica cristiana non si esaurisce nella partecipazione alla Messa ma, a partire dalla Messa”, è “un giorno intero per la fede; e la fede, se è vera, deve sbocciare in opere di carità soprattutto la domenica”. In Italia i santuari sono più di 4mila: l’80% è dedicato alla Madonna.