SINODO INTEREPARCHIALE DI GROTTAFERRATA: CARD. RUINI, "SIETE LA RICCHEZZA DELLA TRADIZIONE CRISTIANA D’ORIENTE"

La presenza in Italia della tradizione ecclesiale greca "non pregiudica in nulla l’unità della Chiesa locale". Al contrario è "la prova evidente di come tutta la ricchezza della tradizione cristiana d’Oriente sia perfettamente compatibile con la fedeltà sincera alla Sede Apostolica". Lo ha detto questa mattina il card. Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo al "Sinodo intereparchiale" di Grottaferrata  che dal 15 novembre fino a domani è riunito nel monastero di San Nilo. A promuovere il Sinodo sono due delle Chiese orientali presenti in Italia: la Chiesa italo-bizantina (Monastero Esarchico di Grottaferrata) e la Chiesa italo-albanese (ovvero le eparchie di Lungro e di Piana degli Albanesi).
Nel 1994, Giovanni Paolo II ha approvato il progetto presentatogli dai tre ordinari delle eparchie di Lungro e Piana degli Albanesi e del monastero di Grottaferrata perché potessero indire un Sinodo per fare il punto sulla situazione e tracciare le linee della futura attività pastorale. La fase antepreparatoria del Sinodo è durata fino alla primavera del 2001. Poi, con la lettera del 15 agosto 2001, i vescovi e l’Esarca hanno ufficialmente indetto la celebrazione del Sinodo per l’autunno del 2004. Nella fase preparatoria, si sono nominate una Commissione centrale di coordinamento (presieduta dal mons. Eleuterio Fortino) e sette Commissioni di studio su temi specifici (dall’ecumenismo ai rapporti iterretuali) e nel primo semestre del 2004 è stata stilata la redazione definitiva dello Strumento di lavoro, sul quale hanno lavorato in questi giorni i padri sinodali. (segue)” ” ” ”