Con una lettera, diffusa ieri, l’arcivescovo metropolita di Taranto, mons. Benigno Papa, prende posizione sulla vicenda delle case Ania ed esprime solidarietà alle 140 famiglie coinvolte che rischiano di perdere l’abitazione. La storia risale ad alcuni decenni fa: dopo aver pagato per anni un mutuo contratto attraverso lo Iacp (Istituto autonomo case popolari) per acquistare gli appartamenti, i proprietari rischiano ora che le abitazioni vengano messe in vendita dai creditori perché le rate versate all’Istituto autonomo case popolari non sarebbero mai giunte agli istituti di credito. “Intendo esprimere i miei sentimenti di profonda solidarietà nei confronti delle circa centoquaranta famiglie, residenti nelle due torri dette Ania ubicate in via Galilei, nel territorio della parrocchia Santa Rita, che rischiano di perdere la casa per colpe che, in nessun caso, sono loro attribuibili” scrive l’arcivescovo, rivolgendosi a prefetto, sindaco, regione e provincia. “Si tratta di una vicenda umana drammatica, perché circa settecento persone – un piccolo paese – possono trovarsi, da un giorno all’altro, prive di un bene primordiale come la casa non per motivi di calamità naturali, ma a causa di un irresponsabile comportamento amministrativo che finisce per penalizzare i più deboli”. “Nessuna meraviglia aggiunge – che queste persone perdano ogni fiducia nelle istituzioni e nell’esercizio della giustizia. Perché ciò non si verifichi è necessario trovare una soluzione tecnica che ritengo possa essere trovata con ragionevolezza, giacché mi consta che la vicenda era sul punto di una soluzione positiva, ma all’improvviso è ripiombata nel buio”. “Desidero sollecitare conclude – con tutta l’anima le Istituzioni interessate, perché la triste vicenda sia risolta. Queste settecento persone lo meritano”.