SUDAN: VERTICE ONU A NAIROBI. MONS. MAZZOLARI (VESCOVO DI RUMBEK), “PORRE FINE AL PIÙ PRESTO A UNA TRAGEDIA MONDIALE” (2)

” “”Siamo contenti che si svolga questo vertice dell’Onu a Nairobi, ma allo stesso tempo c’è il timore che il Nord del Sudan non dia alcun peso a questo gesto”. Così mons. Cesare Mazzolari, vescovo di Rumbek (Sud Sudan), sulla sessione speciale che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tiene oggi e domani a Nairobi (Kenya) per discutere della questione del Sudan e del Darfur. “Nel Nord del Sudan – racconta mons. Mazzolari – non c’è più nessun rispetto per l’autorità che viene dal mondo occidentale. E l’Onu rappresenta una forza che viene dal di fuori. Vorrei poter dire il contrario, ma penso che questo vertice sarà inconclusivo. La gente ormai è stanca e sfiduciata. Dieci giorni fa, in uno dei più grandi campi profughi i soldati hanno fatto una catena umana e non hanno permesso che entrasse alcun aiuto. In questi mesi hanno livellato i campi: molte persone sono già morte e molte moriranno in futuro”. Mons. Mazzolari parla poi del “disastro umanitario” in corso nel Darfur: “La situazione sta peggiorando. Circa 800 bambini sono morti per le atrocità subite, per mancanza di cibo, perché i villaggi sono stati distrutti… Per le persone lasciare adesso i campi profughi significherebbe andare al cimitero, andare a morire. Le agenzie non riescono più a portare il cibo, i villaggi sono stati rasi al suolo. Non c’è acqua perché i pozzi sono stati contaminati. La tragedia del Darfur è indicibile”. Qual è l’impegno della Chiesa cattolica? “Noi continuiamo ad essere presenti nelle nostre missioni nel Darfur – dice mons. Mazzolari. Stiamo portando un contributo valido anche in campo umanitario. Abbiamo rivolto un appello perché il martirio del Darfur trovi fine e perché i patti di pace siano conclusi al più presto, anche per evitare il rischio che questo conflitto influenzi altre aree, come sta già accadendo”.