MONS. CAFFARRA (BOLOGNA); "SOLO CRISTO ‘LIBERA’ L’UOMO DA UNA LIBERTÀ INCONSISTENTE E PRIVA DI SENSO"

No ad "un’esistenza costruita da una libertà che non conosce più la differenza" e per la quale "tutto ha lo stesso valore", e no anche ad "un’esistenza costruita sulla ricerca della propria individuale felicità". A pronunciarli è l’arcivescovo di Bologna, mons. Carlo Caffarra, nell’omelia della messa presieduta ieri sera nella basilica di San Petronio in occasione dell’inizio dell’anno accademico dell’Università degli Studi del capoluogo emiliano. Commentando l’episodio evangelico della conversione di Zaccheo, e rivolgendosi agli studenti, ai docenti e al personale tecnico-amministrativo dell’ateneo, mons. Caffarra ha affermato che chi "cerca di coprire la povertà del suo essere con la misura del suo avere" è "un povero di libertà; è un cieco perché non vede più il valore della realtà; è uno nudo perché espone la più profonda intimità del suo io a tutti i richiami del mercato di vanità in cui ha deciso di imprigionarsi". Ma anche chi costruisce la vita "sulla ricerca della propria individuale felicità" segue un progetto nato "da una falsa coscienza di se stessi", da una "libertà incapace di costruire rapporti che non siano sempre contrattazioni fra un ‘dare’ e un ‘avere’". Per mons. Caffarra esiste, tuttavia, una terza possibilità, data "dalla proposta di un incontro", e non si tratta di "un’evasione pseudospiritualistica fuori dalla realtà", bensì di "una presenza reale che può cambiare la vita". Come accaduto al "capo dei pubblicani" Zaccheo, "rigenerato" dall’incontro con Cristo che rende "l’uomo capace di amare" e lo libera "dalla inconsistenza di una libertà priva di senso".