ADOZIONE: MICUCCI (ANFAA), "INACCETTABILE" L’ADOZIONE "MITE"

La cosiddetta adozione "mite" è una "mistificazione" impropria e "inaccettabile", in quanto costituirebbe una "terza via" tra l’adozione e l’affido familiare, gli unici istituti "idonei a tutelare i diritti dei bambini e delle famiglie di origine nelle situazioni di abbandono o di difficoltà temporanea, anche prolungata". È quanto dichiara al Sir Donata Nova Micucci, presidente dell’Anfaa, in risposta ad una proposta avanzata dal Tribunale dei Minorenni di Bari, contenuta nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva su "Adozioni e affidamento", che la Commissione parlamentare per l’infanzia presenterà venerdì prossimo, 19 novembre. "Non è prevista nel nostro ordinamento nessuna adozione con la denominazione ‘mite’", spiega la presidente dell’Anfaa, secondo cui tale tipo di adozione "consiste in un’applicazione estesa, impropria ed estremamente preoccupante" di quanto previsto dalla legge per l’"adozione nei casi particolari", la quale "non conferisce al bambino lo status di figlio legittimo dei genitori adottivi e non interrompe i rapporti con i genitori biologici". "Se un bambino si trova in situazione di abbandono, c’è l’adozione legittimante – ricorda l’Anfaa – se invece la famiglia di origine si trova in stato di difficoltà più o meno temporanea c’è l’affido familiare". Senza contare che l’adozione "nei casi particolari" andrebbe  utilizzata "unicamente per quei limitati casi in cui per un minore dichiarato adottabile, in quanto privo di assistenza materiale e morale da parte dei genitori e dei partenti tenuti a provvedervi, non sia possibile l’inserimento in una famiglia adottiva avente i requisiti previsti per l’adozione legittimante". Il Tribunale di Bari, invece, propone l’adozione "mite" come modalità da utilizzare nei casi di affidamento a lungo termine: "Una soluzione inaccettabile e fuorviante", sostiene l’Anfaa, perché "se passasse il concetto che gli affidamenti a lungo termine (che sono la stragrande maggioranza) si trasformano in adozione, anche se ‘mite’, i genitori in difficoltà si sentirebbero traditi e sarebbero disposti a dare il loro consenso all’affidamento".    ” ”