Un “incoraggiamento” a proseguire sulla via delle elezioni e della “tolleranza” tra le religioni, utilizzando il ricorso alla forza “solo come ultima risorsa”. A rivolgerlo è stato oggi il Papa, che ha ricevuto in udienza il nuovo ambasciatore della Repubblica dell’Iraq presso la Santa Sede, Albert Edward Ismail Yelda, in occasione della presentazione delle lettere credenziali. “L’Iraq ha detto Giovanni Paolo II è attualmente alle prese con il difficile processo di transizione da un regime totalitario alla formazione di uno Stato democratico in cui la dignità di ogni persona sia rispettata e tutti i cittadini godano di uguali diritti”. Ma “l’autentica democrazia è possibile solo in uno Stato governato dalla legge”, è l’ammonimento del Papa: “Mentre voi preparate il vostro popolo ad intraprendere il compito di eleggere liberamente gli uomini e le donne che guideranno l’Iraq di domani ha detto il Pontefice al primo ambasciatore nominato dal governo Allawi incoraggio l’attuale governo nei suoi sforzi per assicurare che queste elezioni siano imparziali e trasparenti, dando a tutti i cittadini eleggibili uguali opportunità in questo diritto democratico che essi sono incoraggiati ad esercitare”. “Povertà, disoccupazione e violenza”: queste per il Pontefice le “sfide” più urgenti che l’Iraq deve affrontare, sedando “dispute e conflitti attraverso il dialogo e la negoziazione” e “ricorrendo alla forza militare solo come unica risorsa”(segue).