” “”Promuovere reciproca comprensione e tolleranza tra i vari gruppi etnici e religiosi” è l’altro compito affidato all’Iraq dal Papa, che ha rinnovato la sua “crescente preoccupazione per le molte vittime del terrorismo e della violenza”. “Prego che essi vengano risparmiati da ulteriori sofferenze ha detto Giovanni Paolo II all’inizio del suo discorso al nuovo ambasciatore iracheno e che ricevano l’assistenza di cui hanno bisogno dalle organizzazioni umanitarie”. Partendo dalla necessità di “una chiara distinzione tra gli ambiti civile e religioso, con vicendevole rispetto ed in completa libertà di coscienza”, il Santo Padre ha espresso inoltre la “speranza” che “il popolo iracheno continui a promuovere la sua lunga tradizione di tolleranza, riconoscendo sempre il diritto alla libertà di culto e all’istruzione religiosa”. Se “protetti dalla legislazione ordinaria”, ha puntualizzato il Papa, tali “diritti fondamentali” possono “diventare una parte durevole” della società, poiché “mettono in condizione tutti i cittadini, indipendentemente dal loro credo religioso, di offrire il loro specifico contributo alla costruzione dell’Iraq”. Solo in questo modo il Paese “può esprimere le convinzioni religiose profondamente radicate in tutti i suoi abitanti, attraverso la reazione di una società che sia veramente morale e giusta”, ha affermato il Santo Padre, assicurando che “l’intera Chiesa cattolica, e in modo speciale i cristiani caldei presenti nel vostro Paese fin dai tempi degli apostoli, è impegnata ad essere a fianco del vostro popolo nella costruzione di una nazione più pacifica e stabile”.