SIMPOSIO AFRICA-EUROPA: ONAIYEKAN (SECAM), "ATTENTI ALLE STRUMENTALIZZAZIONI DELLA FEDE A FINI POLITICI"

 "Quando i politici iniziano a fare discorsi religiosi bisogna stare attenti, perché spesso è solo per motivi strumentali. Succede da noi in Nigeria, ma sta avvenendo anche negli Stati Uniti". Così l’arcivescovo di Abuja (Nigeria) mons. John Onaiyekan, presidente del Secam, il Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar, ha risposto oggi a Roma ad una domanda dei giornalisti sul rapporto tra fede e politica, durante la conferenza stampa che ha fatto il punto sui lavori del Simposio "Comunione e solidarietà tra l’Africa e l’Europa", organizzato dal Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali D’Europa) e dal Secam. Il convegno si chiuderà domani pomeriggio – dopo la celebrazione in San Pietro e l’udienza con il Papa in mattinata – con la stesura di un messaggio finale a nome dei 120 vescovi e rappresentanti di organizzazioni di solidarietà partecipanti. Mons. Onaiyekan ha commentato la politica del presidente Bush in Iraq: "Ci preoccupano le sue affermazioni sulla volontà di difendere la vita contrastando l’aborto, senza però nessun problema ad uccidere 40.000 iracheni. Ci vuole più coerenza. La vita è vita sempre. Non basta essere contro l’aborto per essere un buon cristiano. Bisogna anche essere contro l’ingiustizia nel mondo, altrimenti le parole non hanno senso". Sul tema del dialogo con l’islam mons. Amedée Grab, vescovo di Coira (Svizzera) e presidente del Ccee ha riscontrato "un aumento impressionante della costruzione di moschee in molti Paesi africani, finanziate da alcuni Paesi arabi ancora prima di avere dei fedeli. Ma non possiamo reagire al fondamentalismo con un altro fondamentalismo. Nonostante l’apparente debolezza della nostra posizione, è giusto rispettare l’altro. E anche se non ci fosse in nessun modo la reciprocità, non possiamo negare la libertà religiosa di chi vive in mezzo a noi, né rinunciare a evangelizzare".” ”