” “”Il tempo che scorre non vanifica il frutto del sacrificio di questi nostri fratelli, ma lo rende strumento di riconciliazione tra i popoli e stimolo per tutti alla riflessione e all’impegno”. Lo ha affermato questa mattina mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna, nell’omelia per la messa in suffragio delle vittime dell’attentato alla base dei carabinieri a Nassiriya in Iraq. La Chiesa di Bologna, come molte altre diocesi italiane, ha ricordato oggi, con una messa, i 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili italiani, che il 12 novembre dello scorso anno morirono a Nassiriya. A Roma la cerimonia religiosa, presieduta dall’ordinario militare, mons. Angelo Bagnasco, si è svolta nella basilica di Santa Maria degli Angeli, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. “A un anno dal tragico evento di Nassiriya ha detto mons. Vecchi – siamo qui convocati dalla misericordia di Dio per ricordare e pregare. Anche in questa circostanza eleviamo la preghiera di suffragio per i defunti e ci stringiamo ancora una volta attorno ai familiari con sincera condivisione del loro dolore”. Mons. Vecchi ha poi aggiunto: “Il sacrificio di questi soldati e di tutte le vittime innocenti che con loro hanno perso la vita, non ci dispensa dal guardare in faccia la realtà di un mondo che si ostina a nascondere le cause vere e profonde del male, ormai radicato nei gangli vitali della nostra società secolarizzata. Le vie sbrigative del terrorismo, della guerra, del pacifismo a senso unico, e della conflittualità permanente non portano da nessuna parte, perché consolidano le fondamenta della ‘città caotica’, e preparano quello ‘scontro di civiltà’ che costituisce la vera minaccia sul futuro dell’umanità”.