Don Giuseppe Busani, già direttore dell’Ufficio liturgico nazionale, ha illustrato oggi – durante il convegno della Cei su "Celebrare il grande mistero dell’amore", in corso a Grosseto – le principali novità del rito del matrimonio che riguardano la struttura rituale, l’arricchimento e le modifiche dei gesti e dei testi. "Per il primo aspetto – ha ricordato il liturgista – nel rito d’ingresso c’è la memoria del battesimo; per la liturgia della Parola sono proposti cinque schemi; nella preghiera dei fedeli sono inseriti i nomi dei santi degli sposi; nel secondo capitolo, è prevista la consegna della Bibbia agli sposi; è possibile una diversa collocazione della benedizione degli sposi". Per i gesti, le maggiori novità riguardano, nel rito d’ingresso, la processione al fonte battesimale e l’aspersione degli sposi e dell’assemblea; nella liturgia della Parola, la venerazione dell’Evangelo da parte degli sposi; nella liturgia matrimoniale, al momento del consenso, la possibilità per i nubendi di avvicinarsi all’altare, rivolgendosi l’uno verso l’altro. Tra i testi nuovi, quelli per la memoria del battesimo, nuove monizioni (ad esempio, nel capitolo secondo prima della liturgia della Parola) e formule (sempre nel capitolo secondo per la manifestazione delle intenzioni). La novità più rilevante, per don Busani, è la presenza di una quarta preghiera di benedizione degli sposi, che ha una struttura simile alla preghiera eucaristica. Il liturgista, infine, non è d’accordo con chi ritiene che la nuova formula "accolgo te" sia meno forte della precedente: "La nuova formula sottolinea un impegno fondato sulla grazia di Cristo".