OGM: MORANDINI (FOND. LANZA), "PRUDENZA E CAUTELA SUL LORO USO. È PIÙ IMPORTANTE IL BENE COMUNE"

Un invito alla "prudenza" e alla "cautela" sull’uso degli ogm e un apprezzamento per il decreto Alemanno che vorrebbe bloccare la coltivazione degli organismi geneticamente modificati in Italia: viene espresso da Simone Morandini, esperto di temi ambientali della Fondazione Lanza, in una nota che uscirà sul prossimo numero del Sir. Proprio in questi giorni, dopo la dichiarazione di Umberto Veronesi a sostegno di un manifesto sottoscritto da 19 prestigiose società scientifiche che difendono invece la liceità degli ogm, il dibattito si è fatto più aspro. "La tradizione cattolica richiama ad una comprensione della libertà responsabile e solidale, che riconosce l’impatto delle scelte di ognuno sugli altri, come pure sul contesto sociale ed ambientale – osserva Morandini -. In questo senso, non potranno che essere apprezzate tutte quelle prospettive che – come fa il decreto Alemanno – orientano alla cautela, in un campo nel quale le certezze sono ancora poche e le opportunità assai poco evidenti". Accennando anche all’invito alla prudenza evidente nel recente Compendio della dottrina sociale cattolica, Morandini fa notare che "non è certo casuale che in quest’ambito il riferimento al principio di precauzione sia ormai divenuto un elemento significativo del linguaggio dell’etica ambientale". Un principio che "se da un lato evidenzia la liceità di principio di interventi dell’uomo sulla natura, anche quando essi modificano caratteristiche e proprietà di esseri viventi, dall’altro invita ad un’attenta valutazione della ‘loro reale utilità’, come pure ‘delle loro possibili conseguenze anche in termini di rischi’". "L’esigenza di riferirsi al bene comune – conclude Morandini – è particolarmente rilevante in un campo che tocca la tutela della salute, la lotta contro la fame e quella ‘per la salvaguardia dell’ecosistema, patrimonio di tutti’. I materiali su cui operano le biotecnologie, inoltre, appartengono all’umanità come ‘un patrimonio destinato anche alle generazioni future’, che per i credenti è, anzi, ‘un dono ricevuto dal Creatore’".