PAPA: SOLO CRISTO PUÒ "DECIFRARE LA STORIA". UN "GRAZIE" IN ANTICIPO PER GLI AUGURI DI BUON ONOMASTICO

Solo Cristo "è in grado di decifrare il senso della storia", del "libro segreto che contiene il progetto voluto da Dio". Lo ha detto il Papa,  che nel corso della tradizionale udienza generale ha commentato il Cantico dell’Apocalisse (Ap 4, 11;5,9-12), definendolo "una lode corale, una sorta di liturgia celeste a cui anche noi, ancora pellegrini sulla terra, ci associamo durante le nostre celebrazioni ecclesiali". "La creazione rivela l’immensa potenza di Dio", ha esordito il Papa, citando i due "elementi fondamentali" dell’inno: la "celebrazione dell’opera del Signore" e l’azione di Cristo, "Agnello immolato", l’unico degno di "leggere il libro e di aprirne i sigilli", perché equiparato al Padre grazie alla sua "opera storica di redenzione". Salutando i pellegrini polacchi, Giovani Paolo II è tornato sul Cantico dell’Apocalisse, al centro del quale c’è il "corale rendimento di gloria a Cristo, che come Agnello è stato immolato sulla croce, e che ora regna glorioso. In Lui – ha aggiunto il Pontefice – si compie il progetto voluto da Dio fin dall’eternità. Egli ci ha liberati dal male e ha fatto di noi ‘un regno di sacerdoti’. A questa comunità dei digli di Dio è chiamata l’umanità intera". Al termine dell’udienza di oggi, il Santo Padre ha ricordato le due feste appena celebrate dalla Chiesa – la Solennità di Tutti i Santi e la commemorazione dei Defunti – auspicando che "spingano ciascuno di voi a seguire l’esempio dei Santi, che hanno speso la vita a servizio di Dio e del prossimo". Un cenno particolare il Santo Padre lo ha riservato alla "memoria di San Carlo Borromeo, a me particolarmente cara", ha detto, ringraziando i fedeli "per gli auguri che mi sono stati presentati in vista della mia festa onomastica".