Il decreto che elimina gli ostacoli burocratici alla “Legge di riproduzione assistita”, approvato il 29 ottobre dal Consiglio dei ministri spagnolo, “contraddice con la dignità dell’uomo e il suo diritto alla vita”: è il parere dei vescovi spagnoli, che in una nota ufficiale ribadiscono la loro posizione in materia di ricerca sulle cellule embrionali. Il nuovo decreto stabilisce infatti i criteri per cui gli embrioni congelati “in eccesso” possono essere utilizzati dai ricercatori. “La produzione di esseri umani in laboratorio sottolineano indipendentemente dai suoi fini, contraddice con la dignità della persona ed è eticamente inammissibile”. Anche la sperimentazione “con questi esseri umani ‘in eccesso’ all’interno dei processi di fecondazione aggiungono – è un attentato contro la dignità personale”, perché “l’embrione umano merita il rispetto dovuto alla persona umana”. Secondo i vescovi “questi esperimenti conducono implicitamente all’applicazione dei risultati alla clonazione a fini terapeutici”. A loro avviso sia la clonazione riproduttiva sia quella a fini terapeutici “attentano gravemente alla dignità della persona”. La Conferenza episcopale spagnola fa notare quanto invece “la ricerca con cellule madri provenienti da adulti sia una alternativa reale. E’ una strada fruttuosa di ricerca perché non implica nessun problema di tipo etico e ha già raggiunto risultati che la Chiesa auspica e vede con speranza”. In sintesi: “Per nobile che sia il fine da perseguire, è moralmente inaccettabile la produzione, manipolazione e distruzione di embrioni umani. Mai si può strumentalizzare l’essere umano”. Per i vescovi “ricordare queste esigenze etiche della scienza non presuppone né apprensione né opposizione al progresso scientifico. Significa garantire che la scienza sia sempre al servizio dell’uomo e del suo vero progresso”.