” “”Siamo scandalizzati per questo assassinio che mira a intimidire l’intera professione”, ha dichiarato Reporter senza frontiere, a proposito dell’uccisione a colpi di arma da fuoco a Bagdad, il 27 ottobre, di una giornalista della televisione irachena, Likaa Abdel-Razak, insieme ad un interprete e all’autista. L’organizzazione a difesa della libertà di stampa ricorda che dall’inizio del conflitto in Iraq sono stati uccisi almeno 30 giornalisti e 15 collaboratori dei media, di cui 24 iracheni. “Questo nuovo assassinio osserva – assomiglia, ancora una volta, a un’esecuzione. Chiediamo alle autorità che venga rapidamente aperta un’inchiesta approfondita per identificare gli autori di questo atto e per prevenire in futuro simili drammi”. “I giornalisti sono osservatori neutrali sottolinea Reporter senza frontiere -, il cui lavoro deve essere imperativamente protetto e rispettato per garantire un’informazione libera e completa “. La giornalista si trovava a bordo di un taxi in compagnia di un interprete e di un’amica quando ignoti aggressori hanno teso l’agguato mortale. Lina Abdel-Razak, l’interprete e l’autista sono stati uccisi sul colpo, mentre l’amica della giornalista è stata ferita: appena ricoverata in ospedale, quest’ultima si è rapidamente data alla fuga nel timore di essere assassinata. Secondo Abdel Salam Al-Dari, giornalista della televisione Al-Iraqiya, Likaa Abdel-Razak si stava recando alla base americana Eskania nel quartiere Al-Saydia, a sud di Bagdad, per motivi personali. Suo marito, assassinato due mesi fa, lavorava come interprete per l’esercito americano. La giornalista lavorava invece da circa un mese per la rete televisiva irachena Al-Charkia, del gruppo Al-Zaman e aveva un contratto con la televisione Al-Iraqiya, la rete finanziata dagli americani. Madre di un bimbo di sei anni, aveva appena dato alla luce una bambina.