CRISTIANI IN EUROPA: MONS. FORTE, "NO A DISIMPEGNO, DIVISIONE E NOSTALGIA PER IL PASSATO"

La presenza dei cristiani in Europa deve situarsi tra "uno stile di dialogo" e allo stesso tempo in uno spirito "di proclamazione". Ma per essere autentica, la loro presenza deve bandire "disimpegno", "divisione" e "nostalgia per il passato". Lo ha detto mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto intervenendo questa mattina a Parigi al Congresso internazionale per l’evangelizzazione in Europa che sta riunendo nella capitale francese circa 3 mila congressisti provenienti da diversi paesi del continente. Lo slancio missionario dei cristiani in Europa – ha aggiunto il vescovo italiano – dipende però da tre "no" e altrettanti "sì". Il primo "no" è riguardo al "disimpegno". "Nell’azione evangelizzatrice, ciascun battezzato non ha diritto a rimanere da parte: ognuno è impegnato, secondo il dono ricevuto, nel servizio al Vangelo. A questo ‘no’ corrisponde allora il ‘sì’ alla responsabilità comune, in virtù della quale tutti sono chiamati all’amore reciproco e al servizio della evangelizzazione". "Il secondo no – ha proseguito Forte – è alla divisione. Nel popolo di Dio, nessuno ha il diritto alla totalità; nessuno può pensare di poter oltrepassare gli altri e separarsi dall’insieme. Il corrispettivo a questo ‘no’ è il ‘sì’ alla comunione", per cui "nessuno può considerare come un assoluto il proprio gruppo o movimento". "Il terzo ‘no’ – ha detto il vescovo – è quello relativo alla stagnazione e alla nostalgia del passato. Il cristiano non vive di nostalgia, vive piuttosto della presenza viva e attuale di Cristo nello Spirito. Di fronte a questo ‘no’ deve situarsi il ‘sì’ alla novità della Chiesa di amore; una novità che la spinge a camminare nella speranza".