RAPPORTO CARITAS-ZANCAN SU ESCLUSIONE SOCIALE: TRA LE DIPENDENZE ANCHE LO “SHOPPING COMPULSIVO”

” “Lo “shopping compulsivo” di chi non riesce a fare a meno di comprare, i maniaci dell’esercizio fisico, l’attaccamento al lavoro, la cyberdipendenza, l’uso smodato dei telefonini: sono alcune delle “dipendenze senza sostanze” prese in esame dal Rapporto 2004 su esclusione sociale e cittadinanza incompiuta, curato dalla Caritas italiana e dalla Fondazione Zancan, intitolato “Vuoti a perdere” (ed. Feltrinelli), che verrà presentato domani a Roma (ore 11, via in Lucina 16/a). Il volume si sofferma quest’anno su alcune situazioni emergenti di disagio, tra cui le dipendenze senza sostanze (quali il gioco, lo shopping, internet e il cellulare), la depressione, l’Alzheimer e le demenze senili, la sanità. Lo shopping compulsivo, ad esempio, riguarderebbe una quota compresa tra l’1 e l’8% della popolazione adulta italiana. Secondo dati Istat relativi al 2000, 2.948.000 persone (il 5,7% della popolazione italiana) dichiarano di utilizzare Internet tutti i giorni; lo stesso uso è fatto dal 4% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e dal 7,5% dei soggetti tra 15 e 17 anni. Il 21% dei ragazzi tra 11 e 14 anni (510mila soggetti) utilizza invece il cellulare tutti i giorni. Il 28% dei giovani del primo anno di scuola media superiore non spegne mai il telefonino, neanche di notte; il 33% lo spegne raramente. Riguardo al lavoro flessibile, invece, secondo il Rapporto Caritas-Zancan in Europa il lavoro atipico si attesta su una media del 28%, in Italia intorno al 16%. Il lavoro nero, “componente strutturale dell’occupazione”, rappresenta quasi il 20% del totale dei lavoratori, mentre la disoccupazione di lunga durata raggiunge l’8,3% contro una media europea del 4,9%.