SANTA SEDE: MONS. MIGLIORE, L’ESPERIENZA AFRICANA PER LA SOLUZIONE DEI CONFLITTI

” “”Soddisfazione per l’impegno dei Paesi africani nel campo della costruzione e del mantenimento della pace e nella prevenzione dei conflitti è stata espressa ieri, 19 ottobre, dall’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, mons. Celestino Migliore, dinanzi alla Plenaria della 59a Assemblea Generale. Il testo dell’intervento è stato reso noto oggi dalla sala stampa vaticana. Riferendosi ai dati forniti in Assemblea sulla “promozione della pace durevole e dello sviluppo sostenibile in Africa” mons. Migliore ha dichiarato che “la tendenza ad armonizzare i livelli internazionali, regionali e sub-regionali non è solo indice dei successi raggiunti dall’Unione africana ma anche una valida lezione per la soluzione di crisi in altre parti del mondo e per la riforma delle Nazioni unite”. “Un sistema basato sulla solidarietà tra africani che – secondo mons. Migliore – produrrà dei vantaggi nel soddisfare i bisogni basilari, come acqua potabile, cibo, case, lavoro, salute, riduzione della malaria e dell’Hiv”. L’Osservatore della Santa Sede ha salutato con favore anche la riapertura dei negoziati sullo sviluppo di Doha specialmente perché “ha fatto proprie alcune difficoltà lamentate dai Paesi africani”. Al riguardo non ha mancato di sottolineare, con dispiacere, il mancato accordo, in sede di G-7, sulla cancellazione del debito dei 27 Paesi più poveri del globo, “anche se è stato raggiunto il consenso sulla necessità di eliminarlo”. Mons. Migliore ha poi spostato la sua attenzione sullo “sfruttamento delle risorse naturali da parte dei Paesi africani e della comunità internazionale. “Quando terminano i conflitti – ha spiegato – la durata della pace dipende in gran parte dalla capacità di ogni Governo di prendere il controllo delle proprie risorse per il bene della propria comunità”. Per questo, ha auspicato, “la comunità internazionale dovrebbe evitare di immettere sul mercato prodotti che potrebbero contribuire all’esplosione di conflitti”. “Il ricco patrimonio di amicizia e solidarietà dell’Africa – ha concluso – potrebbe, se aiutato a crescere, giocare un ruolo importante nella costruzione della pace”.