Se le voci del Papa e della Chiesa sono oggi "poco ascoltate", è a causa dell’azione di "potenti lobbies culturali, economiche e politiche": una sorta di "nuove santi inquisizioni piene di soldi e di arroganza", mosse "dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano". La forte denuncia è venuta dal card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, che ha presentato oggi, presso la sala stampa della Santa Sede, il volume "Giovanni Paolo II e le sfide della diplomazia pontificia", un’antologia dei discorsi del Papa in materia dal 1978 al 2003. Soffermandosi sulle "ambiguità presenti oggi nelle rivendicazioni dei diritti dell’uomo", Martino ha fatto notare che "le voci del Santo Padre e della Chiesa cattolica sono poco ascoltate, soprattutto negli ambienti continentali dei paesi ricche e benestanti, quando addirittura non vengono deliberatamente fatte sparire, sommergendole nel frastuono e nel baccano orchestrati da potenti lobbies culturali, economiche e politiche mosse prevalentemente dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano". "A finire sul banco degli imputati di queste lobbies", che l’esponente vaticano ha definito "nuove sante inquisizioni piene di soldi e di arroganza", è "soprattutto la Chiesa cattolica e i cristiani verso i quali ogni metodo è lecito se serve a zittirne la voce; dall’intimidazione al disprezzo pubblico, dalla discriminazione culturale all’emarginazione". Martino ha citato in particolare la "disinvolta e allegra maniera con cui queste lobbies promuovono tenacemente la confusione dei ruoli nell’identità di genere, sbeffeggiano il matrimonio tra uomo e donna, sparano addosso alla vita fatta oggetto delle più strampalate sperimentazioni". Interpellato dai giornalisti sugli esempi concreti dell’azione di lobby, Martino non si è riferito direttamente al "caso Buttiglione", ma si è scagliato contro quella "democrazia mistificata" che si basa sull’assioma "se non sei d’accordo con noi, esci fuori". "Non dobbiamo meravigliarci di casi come quelli avvenuti in Europa", ha poi commentato concordando con quanto affermato dal card. Sodano nei giorni scorsi, quando ha espresso la "preoccupazione" della Santa Sede per simili episodi.