"Per vivere la solidarietà e contribuire a diffonderne la cultura occorre necessariamente misurarsi con i media, che sono parte del nostro quotidiano". Lo ricorda Ferruccio Ferrante, responsabile dell’ufficio stampa della Caritas italiana, che commenta le sezioni del Direttorio per le comunicazioni sociali dedicate al legame tra comunicazione e carità. "Il nostro impegno quotidiano è quello di riuscire a dare voce a chi non ne ha sottolinea -. Questo breve slogan rappresenta in realtà una grande sfida. Vuol dire anche sfidare i media e tutto quanto fa informazione e comunicazione – organi cattolici e laici, stampa e TV, ma anche cinema, musica e sport – a far parlare gli ultimi e a parlare una lingua rispettosa degli ultimi e da essi comprensibile, a non strumentalizzare e a non offendere, a raccontare la vita senza gridarla o disprezzarla". In questo senso, scrive in una riflessione che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir, la Caritas "può aiutare la comunità nella lettura di situazioni di povertà personali e sociali nella prospettiva dell’educazione alla con-divisione e alla com-passione, ma soprattutto alla ricerca delle cause; può aiutare la cultura ‘alta’ ad abbassarsi alle situazioni di sofferenza; può favorire riflessioni, progetti e proposte che contribuiscano a costruire e rafforzare valori comuni e partecipati, a camminare verso una società e una cultura caratterizzate da stili di vita accoglienti". A questo scopo oggi e domani sono riuniti a Roma gli operatori delle Caritas diocesane che si occupano di comunicazione, per far crescere questo aspetto in ogni ambito della Caritas (direttori, operatori centri d’ascolto, osservatori delle povertà e dei bisogni, ecc.). La comunicazione è portata avanti anche attraverso il mensile Italia Caritas, rinnovato nei contenuti e nelle modalità, come pure il sito Internet e lo spazio radiofonico settimanale "Controcorrente" sul circuito Inblu.