DIRETTORIO CEI COMUNICAZIONI SOCIALI: FILIPPI (EDITORI CATTOLICI), "EDITORIA VIVA PERCHÉ LA CHIESA È VIVA"

"L’editoria cattolica italiana è un fenomeno di peso, qualità e quantità unica a livello europeo e mondiale": lo ha detto questa mattina a Roma p. Alfio Filippi, dehoniano, presidente dell’Unione Editori Librai Cattolici Italiani (Uelci), intervenendo alla presentazione del nuovo Direttorio sulle comunicazioni sociali della Cei. Dagli ultimi dati presentati da p. Filippi risulta che gli editori aderenti all’Uelci sono 48, oltre a 105 librerie. Tra queste ci sono quattro catene librarie: Paoline (58), San Paolo (15), Ldc (13), Ancora (6). Nel 2003 gli editori Uelci hanno avuto in catalogo 36.331 titoli, pubblicando nell’anno scorso 2270 novità, 1799 ristampe e 684 riedizioni. Il presidente dell’Uelci ha citato le principali case editrici aderenti: San Paolo, Ldc, Sei, Il Messaggero, Dehoniane, Paoline, Ancora, Queriniana. "Quando ci raduniamo a livello di Elce, gli editori cattolici europei, – ha aggiunto – il ‘caso Italia’ appare sempre unico. Come paese e Chiesa nazionale l’Italia ha una rete solida di editori e librai cattolici. Spesso si soffre per un senso di inferiorità verso l’editoria laica – ha proseguito – ma è una sciocchezza. Confrontando i dati e le tirature, in molti casi gli altri non arrivano alle tirature di diverse nostre riviste o pubblicazioni". Ciò si deve al fatto che l’Italia "non è un’isola felice per qualche motivo misterioso, ma perché la Chiesa che è in Italia è ancora una Chiesa viva. In Francia, ad esempio, la Chiesa è andata in crisi perché è finita la parrocchia e il paese sta conoscendo una secolarizzazione esagerata. Il mondo cattolico, e con esso l’editoria, sta così languendo o rischia la scomparsa".