SCUOLA CATTOLICA: MONS. NOSIGLIA, “CONTINUARE A ESPRIMERE L’IMPEGNO DEL CRISTIANESIMO”. OGGI A ROMA IL VI RAPPORTO

“Se è chiaro che la nostra è un’epoca di trapasso storico in cui ciò che non funziona più è abbastanza evidente e ciò che non funziona ancora non risulta abbastanza percepibile, allora la Scuola cattolica ha bisogno di una guida che abbia una acuta consapevolezza dei suoi limiti, ma li sappia anche interpretare come risorsa positiva”. Così mons. Cesare Nosiglia, vescovo di Vicenza e presidente del Consiglio nazionale della Scuola cattolica, introduce il Sesto rapporto sulla Scuola cattolica in Italia, “Dirigere e coordinare le scuole”, in corso di presentazione oggi a Roma. Il volume, curato dal Centro studi per la scuola cattolica (Cssc), continua la ricerca sulla natura e le funzioni specifiche dei vari soggetti costituenti la Scuola cattolica, una realtà costituita da 10.957 tra scuole, centri e istituti, concentrati soprattutto nell’Italia settentrionale (7.538 contro i 2.080 dell’Italia meridionale e insulare e i 1.337 dell’Italia centrale), che curano la formazione di 646.870 alunni. “Se, in definitiva, il ruolo dirigenziale – aggiunge mons. Nosiglia – ha assunto nel passato una prevalente funzione di ‘arbitraggio’ tra variabili formative, oggi si sente il bisogno che ne diventi il coordinatore in rapporto ai fini comuni da raggiungere”. Il compito della scuola è, per mons. Nosiglia, “continuare ad esprimere l’impegno fondamentale del cristianesimo: dire all’uomo d’oggi qualche cosa di sensato per la costruzione della cittadinanza comune”.