“L’unificazione dell’Europa, attraverso l’allargamento a 10 nuovi paesi, un chiaro calendario agli altri paesi candidati e una concreta prospettiva di piena integrazione a tutti i paesi dei Balcani, rappresentano il più grande contributo che l’Unione potesse dare alla stabilizzazione e alla crescita politica, economica e culturale dell’intero continente”. Con queste parole Romano Prodi, presidente della Commissione europea, ha spiegato il primo degli obiettivi raggiunti dall’Unione nei cinque anni della sua permanenza alla guida dell’Esecutivo. Davanti al Parlamento riunito a Bruxelles, Prodi è intervenuto ufficialmente per l’ultima volta: il suo mandato scadrà infatti il prossimo 31 ottobre. Rivendicando poi i risultati dell’introduzione dell’euro e “l’esito positivo del processo che ha portato alla Costituzione Ue”, il presidente uscente ha ribadito la necessità di “avere più Europa”, per “costruire la pace”, per “accrescere il dialogo e il metodo negoziale, unica strada per esportare la democrazia”. Prodi non ha trascurato di parlare delle difficoltà incontrate in questi anni, dell’impegno per “realizzare concretamente la cittadinanza europea” e per “fare dell’Unione un protagonista sullo scenario mondiale”. Rinnovando i suoi auguri al suo successore, il portoghese Barroso, il relatore si è detto “certo che saprà raggiungere altri e importanti obiettivi per il futuro dell’Europa unita”. Durante il dibattito, il presidente del Parlamento, Josep Borrell, ha ringraziato “a nome del Parlamento e dei popoli europei”, Prodi e la sua Commissione “per aver sempre operato per far crescere l’Unione, realizzando trasformazioni storiche che resteranno nella storia comunitaria”.