” “Nel suo intervento a Bologna, più volte interrotto dagli applausi dei partecipanti alla Settimana Sociale, il cardinale Dionigi Tettamanzi si è domandato se la “nostra è una vera democrazia, visto che il potere spesso si concentra al di fuori delle istituzioni e si concentra nelle mani di poche oligarchie”, il cui “interesse non è certo coincidente con il bene comune”. Dall’arcivescovo di Milano sono dunque giunti un deciso sostegno all’integrazione europea e alla pace: “Diciamo subito che la democrazia non si impone con la violenza. Essa ha bisogno di coscientizzazione, di educazione, di esperienze libere, di grande pazienza, di dialogo. Ogni cultura e ogni popolo si daranno poi liberamente le proprie istituzioni democratiche”. Infine Tettamanzi si è domandato se sia possibile “prefigurare un comune impegno di tutti i cristiani attorno ai valori della democrazia e della libertà. Non sarebbe questo un modo di sostanziare quell’impegno per la carità che è uno dei tratti distintivi di un ecumenismo vissuto?”. Il relatore ha concluso con un duplice impegno per i cattolici: “Intanto bisogna ritornare alla politica come ‘strumento principe’ per la democrazia, per costruire un bene comune che ha dimensione planetaria”. Per far questo occorre però “radicare la vita in una forte spiritualità”. Nello stesso tempo “è necessario un impegno a tutto campo”. Oltre che nella politica, ai cattolici è chiesto di mettersi in gioco “nell’economia e nella finanza, nel mondo della scienza e della tecnologia, nella comunicazione e nella cultura, perché la democrazia e la libertà non vengano tradite ma siano sostanziali e vere e perché, a propria volta, non sfigurino mai il vero volto della persona umana”.