Un appello "alle più alte autorità dello Stato perché venga tutelata la vita e la dignità di ogni persona e si ponga fine a questo triste e indegno spettacolo". È stato lanciato oggi dalla Caritas diocesana di Mazara del Vallo in merito all’emergenza umanitaria degli "sbarchi" in Sicilia e ai rimpatri forzati. Nel documento si fa riferimento, infatti, alla "lunga fila di persone variegate nel colore e nell’età che, con le mani legate ed accompagnate da poliziotti rigorosamente dotati di mascherina, cammina mestamente verso un aereo dell’aeronautica militare. Immaginavamo che fossero delle persone colte in flagranza di reato; era giusto, quindi, che fossero arrestate e che le rimpatriassero. Ma no! Sono soltanto degli immigrati di diverse nazionalità colti in flagranza di ……clandestinità!". L’attuale legislazione, constata la Caritas, "sembra porre sullo stesso piano sia il delinquente che il disperato che, mettendo seriamente a rischio la propria vita, si butta sulla costosissima avventura che dovrebbe portarlo in Europa". "Bisogna cercare di andare alle radici dei motivi che spingono migliaia di persone a lasciare la loro patria e gli affetti più cari per avventurarsi nelle acque del Mediterraneo afferma la Caritas di Mazara del Vallo -. Occorre che il nostro Governo s’impegni di più nella cooperazione internazionale e nello stabilire, con i responsabili dei Paesi a rischio emigrazione, strategie positive ed efficaci per la risoluzione dei problemi sociali di queste Nazioni".