” “”Del referendum sulla legge 40 parleremo solo se e come ci sarà, adesso non è all’ordine del giorno”. A ribadire la posizione già espressa di recente dal presidente e dal segretario generale della Cei sulla questione del referendum abrogativo in materia di procreazione medicalmente assistita è stato mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo di Viterbo e presidente del Comitato scientifico-organizzatore delle Settimane Sociali, nel corso della prima conferenza stampa della 44ª Settimana Sociale dei cattolici italiani, in corso a Bologna (fino al 10 ottobre) sul tema “La democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri”. “Non vorrei che sul referendum ci fossero in atto mistificazioni”, ha detto il vescovo rivendicando la necessità di “fare chiarezza” in una materia così delicata, come si fa con slogan del tipo “guariamo i disabili” o “diamo libertà alla scienza”. Tutte “possibili mistificazioni”, quelle in atto, che secondo Chiarinelli nascono anche dalla “bassa cultura scientifica” generale del nostro Paese, che nel dibattito attuale “ha una sua rilevanza”. Anche i riferimenti fatti da Casavola nella prolusione di ieri, ha osservato Chiarinelli rispondendo ad una domanda di un giornalista, possono essere stati vittima di un “cortocircuito”, che però non ha provocato alcun “spiazzamento” tra i vescovi: i passi relativi al referendum, ha precisato il vescovo, “non si riferivano al referendum abrogativo, ma a quello consultivo o propositivo su grandi temi di valenza morale”. Quanto alla legge 40, Chiarinelli ha ripetuto che “non si tratta di una ‘legge cattolica’, che per essere tale dovrebbe contenere un’alta idealità”, come ricorda l'”Evangelium vitae” al n. 73, dove si invitano i parlamentari cattolici a “cogliere quanto di quei valori trascendenti può essere inverato e incarnato nelle pieghe della storia”. È questa, per Chiarinelli, la “mediazione” da operare a livello legislativo, tenendo presente che una legge “non conterrà certamente tutte le idealità a cui un credente si ispira”.