” “”Grandi questioni morali per le quali l’interrogazione di coscienza è momento di indispensabile ponderazione per la maturazione della volontà libera dei cittadini dovrebbero sollecitare il ricorso a consultazioni popolari mediante referendum consultivi e propositivi, da introdurre accanto alle tipologie previste nella Costituzione vigente”. Così Francesco Paolo Casavola, già presidente della Corte Costituzionale, nella prolusione di apertura alla 44° Settimana sociale dei cattolici italiani, in corso a Bologna (fino al 10 ottobre) sul tema “Democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri”. “In una democrazia rappresentativa ha spiegato il relatore non può non essere il Parlamento, quando vi si conduce una leale competizione tra maggioranza e opposizione, il luogo della più alta visibilità di coscienza. Tutte le volte che deliberazioni debbono essere assunte in materia che toccano valori etici prima che politici e che interpellano la coscienza personale prima e più che l’appartenenza di partito ha aggiunto dovrebbero essere liberi i parlamentari di operare secondo coscienza”. Solo se la democrazia, è infatti la tesi di fondo di Casavola, “saprà dimostrare di essere la forma politica di organizzazione del mondo ispirata a preservare, nel tragico disordine contemporaneo, i valori della vita, della cultura e della coscienza dell’uomo, forse alla generazione vivente sarà lecito nutrire ancora grandi speranze e trasmetterle con fiducia a quelle che verranno”. “Mai come in questo passaggio di secolo ha fatto notare il relatore la democrazia appare, nelle sue diverse tipologie costituzionali, vulnerabile e inclinante verso oligarchie, strutturate in poteri anche non politici, economici, sociali, mediatici, o verso governi personali. La democrazia non sopravvisse alla città antica, potrebbe non sopravvivere alla nazione moderna”. Di qui le necessità, secondo Casavola, di “ancorare” la democrazia attuale a tre “valori imperituri” (vita, cultura, coscienza umana) che “la salvino anche nei grandis cenari della deterritorializzazione del potere, delle unioni sopranazionali, delle egemonie trasnazionali, insomma di quelle forme inedite che andrà assumendo la globalizzazione, ivi comprese quelle città-mondo, in cui sta andando a concentrarsi metà della popolazione del pianeta, e che fungono da capitali dei mercati globali” (segue).