” “”Il governo ai governati è nelle democrazie contemporanee una metafora ideologica, perché il governo è neppure dei rappresentati, ma della loro maggioranza”. Soffermandosi sulla crisi della democrazia attuale, Casavola ha sottolineato che oggi “il principio di maggioranza guadagna una sua assolutezza, dal momento che la consultazione elettorale si risolve in una operazione aritmetica, essendo il voto una unità astratta in cui si traduce la volontà politica del cittadino”. Ma “la logica della maggioranza che si trasfigura a volontà generale non ha nulla a che fare con il governo ai governati”, ha ammonito il relatore, secondo il quale “non è per caso che oggi si invochino democrazie governanti, decisioniste, presidenzialiste, non inceppate da opposizioni e controlli parlamentari, né da poteri neutrali i contropoteri”. Al contrario, “la rappresentanza democratica, il ceto politico hanno il dovere di educare la società, con l’esempio dei propri comportamenti, intorno al valore e fine ultimo e finale della democrazia, che è quello di garantire l’alternanza delle parti nel potere senza spargimento di sangue”: in questa prospettiva, secondo Casavola, “la violenza verbale, la delegittimazione reciproca di maggioranza e opposizione, vanno evitate perché eccitano intolleranza e scontro tra i cittadini”. Nello scenario attuale, in altre parole, “la democrazia classica è resa soccombente dinanzi a un processo di mondializzazione del potere, così come quella contemporanea, nata negli Stati-nazione, è insidiata dalla globalizzazione”. Un esempio per tutti: la “sovranazione Europa”, che ha detto il relatore – fa “apparire provinciali le questioni sottese alle riforme delle istituzioni democratiche”, mentre contemporaneamente “poteri locali” enfatizzano “fantasiose diversità etniche, minacciando separatismi e secessioni, diffondendo uno spirito di intolleranza razziale nei confronti di immigrati”.