” “L’auspicio che “si possa giungere al varo di uno strumento importante per la crescita sociale, economica e spirituale delle nostre popolazioni”, espressione di “una politica alta, capace di puntare al bene comune e superare gli interessi di parte” è stato espresso dal vescovo di Vicenza, mons. Cesare Nosiglia in merito alla tormentata e discussa adozione dello Statuto regionale. Nella conferenza stampa a conclusione dei lavori dei vescovi del Triveneto, riunitisi il 5 ottobre a Mestre, mons. Nosiglia ha rimarcato che il Veneto “conserva tracce profondissime delle radici che affondano nella fede e nell’umanesimo cristiano”; “occorre pertanto “riconoscere come dato di fatto l’autorevole ruolo sociale della Chiesa nella società” locale. Questi i “valori di riferimento” che per Nosiglia “la Carta regionale non dovrebbe trascurare o rinnegare”. Innanzitutto “la famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna e aperta alla procreazione di nuove vite”, elemento fondamentale “per il tessuto sociale ed anche per la vitalità economica di questo territorio”. Un istituto da sostenere “con misure e servizi che vanno dal campo del lavoro a quello della casa, dall’ambito educativo alle politiche sociali”. “C’è poi da tutelare e promuovere la vita umana, dall’inizio alla fine, e c’è da valorizzare il criterio della sussidiarietà con l’articolato mondo, diffusissimo in queste regioni, del terzo settore e del volontariato”. “Dalle radici cristiane e laiche di queste terre – radici di libertà, democrazia e solidarietà – si può trarre ha concluso il presule – la forza per affrontare le nuove sfide che ci attendono come l’immigrazione, la denatalità, lo sviluppo economico, la giustizia sociale, la legalità, la salvaguardia dell’ambiente e l’apertura all’Est europeo quale vocazione specifica di quest’area”.