” “”L’interesse del Paese richiede rapporti più costruttivi non solo all’interno di ciascuna delle due coalizioni ma anche tra governo e opposizione, in modo che la necessaria dialettica politica rimanga all’interno dei due essenziali parametri del reciproco riconoscimenti di legittimità e della proprietà del bene comune”. E’ l’ammonimento lanciato dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei, che aprendo oggi il Consiglio permanente dei vescovi italiani ha auspicato un “cambio di marcia” in politica, tramite “il coraggio e la lungimiranza di pensare e di agire al livello dei grandi problemi che stanno davanti a noi: chi saprà muoversi in questa direzione è l’analisi della Chiesa italiana intercetterà la domanda profonda che viene dal Paese”. Un tema “particolarmente importante e impegnativo” per “uscire dalle incertezze di una già troppo lunga fase di transizione”, è per i vescovi la riforma della seconda parte della Costituzione, in vista della quale “è quanto mai opportuno che si proceda attraverso il consenso più ampio possibile”, il che “presuppone da tutte le parti una reale disponibilità al dialogo e alla ricerca delle intese”, in modo da operare a “reale vantaggio per il funzionamento delle istituzioni” e per “il bene della nazione”. Riguardo ai contenuti, per Ruini “è indispensabile assicurare un buon livello di coerenza complessiva e di funzionalità concreta della riforma proposta, con una precisa definizione delle competenze dei vari organismi” in grado di “evitare conflitti di attribuzione e ulteriori appesantimenti burocratici” e di “scongiurare o almeno contenere il più possibile l’aumento dei costi della pubblica amministrazione”. L'”assetto federale”, in particolare, per la Chiesa italiana “va concepito e realizzato in modo da salvaguardare pienamente l’unità della nazione, la solidarietà e la sussidiarietà”, grazie ad una “equilibrata ripartizione delle responsabilità e dei poteri, che assicuri a ciascuno livello una effettiva possibilità di governo”.