TALASSEMIA: BRUNETTA (PRESIDENTE ASSOCIAZIONE TALASSEMICI LIGURI), "NON SIAMO INDIVIDUI DI SERIE B DA BUTTARE VIA"

Non siamo "individui di serie B" che "alla luce delle teorie oggi diffuse, non sarebbero dovute nascere". È la testimonianza che Angelo Loris Brunetta, portatore di talassemia, racconta al Sir (è disponibile on line sul sito old.agensir.it) in seguito al dibattito che si è aperto sul mondo della talassemia a causa delle limitazioni imposte dalla legge sulla procreazione medicalmente assistita. Nel testo viene espressamente vietata la selezione embrionale, ma sono in molti a reclamarla perché ritenuta uno strumento valido per far nascere solo individui sani. "La grande stampa – scrive Brunetta – insiste sempre sull’importanza facilmente condivisibile di avere un figlio sano o di guarire quello malato", ma "si tace sempre sull’importanza di chi viene buttato via". Brunetta, che fa parte dell’Associazione ligure Talassemici, si fa portavoce delle persone portatrici di Anemia Mediterranea: "Se questi avvertono una discriminazione che li addolora e li offende è quella contenuta nella stampa a grande diffusione che si affanna a definirli individui di serie B, individui di  seconda scelta, che, alla luce delle teorie oggi diffuse, non avrebbero dovuto nascere". Sul mondo della talassemia, inoltre, gira molta "ignoranza": "Questa malattia, una volta con esito fatale, è divenuta grazie alle scoperte della scienza attuale non più  una malattia senza speranza, ma con prognosi aperta ovvero i pazienti hanno la stessa aspettativa di vita dei loro coetanei, purché si curino secondo le ultime modalità. Io stesso sono un talassemico, ho 41 anni, vivo a Genova, e posso assicurare che non ho vissuto, al pari di altri malati come me, da emarginato o da reietto della società, ho studiato regolarmente, lavoro come impiegato pubblico da oltre quindici anni, sono sposato e conduco una vita perfettamente normale".