Un minuto di silenzio, oggi alle 12, nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo per ricordare le vittime di Beslan, di New York e di Madrid; una preghiera particolare durante la messa che sarà celebrata domani mattina nella "stanza di meditazione" allestita nella sede dell’istituzione Ue; un appello per chiedere "il rilascio immediato delle due giovani volontarie italiane e dei loro collaboratori rapiti in Iraq". La lotta al terrorismo è al centro del dibattito della sessione plenaria dell’Assemblea dell’Unione e questa mattina il neo presidente Josep Borrell si è soffermato a lungo durante il suo primo intervento ufficiale per "rendere omaggio ai bambini della scuola di Beslan, a tutti gli uomini e alle donne che hanno perso la vita l’11 settembre 2001 negli Stati Uniti e l’11 marzo 2004 in Spagna". Borrell nei giorni scorsi aveva indirizzato ai governi dei Venticinque un invito a far rispettare un momento di raccoglimento nei luoghi pubblici e nelle scuole, raccogliendo molte adesione. Per oggi era prevista la visita a Strasburgo del presidente iracheno, che è stata però annullata. "Noi non vogliamo tacere, perché in Iraq, in Russia, nel Medio Oriente, ma anche in Indonesia e in Afghanistan, tantissimi esseri umani sono deceduti a causa di questa furia mortale. Noi condanniamo ogni atto deliberato di violenza, che causa sofferenza e che genera insicurezza nei cittadini. Per combattere il terrorismo serve una cooperazione internazionale tra le forze di polizia, in campo giudiziario e di intelligence. Ma ciò non basta: occorre operare per rimuovere nel profondo le cause che stanno alla base del terrorismo", che sono di natura sociale e culturale.