ITALIANE RAPITE IN IRAQ: PAX CHRISTI, “UNA VIOLENZA SENZA PIÙ RAGIONI”

“Ormai il virus della violenza è scoppiato e la bottiglia non riesce più ad essere chiusa. Non c’è più una ragione politica che guida questi atti se non una violenza fine a se stessa”. Pax Christi Italia, l’organizzazione pacifista cattolica, commenta così la notizia del rapimento delle due pacifiste italiane a Baghdad, esprimendo apprensione e speranza per le loro sorti. Simona Torretta e Simona Pari, 27 e 29 anni, appartengono all’organizzazione “Un Ponte per…”, operativo nella capitale irachena dagli anni dell’embargo statunitense e molto conosciuta ed attiva nell’ambiente pacifista italiano. “Il fatto che la violenza sia arrivata a colpire anche chi opera per la pace – aggiunge Pax Christi al Sir – vuol dire che stiamo passando attraverso la fase più critica e più difficile di questa guerra, che è una violenza di cui non si riescono più a trovare le ragioni, se non quella di avvalorare la contrapposizione con l’Occidente. E’ come se le ragazze fossero state rapite solo perché occidentali, mostrando alla base un disegno strategico demoniaco”. Per uscire da una situazione così drammatica, afferma Pax Christi, “l’unica strada è quella della quotidianità del dialogo e dell’incontro”. Intanto le organizzazioni pacifiste italiane si stanno mettendo in contatto tra di loro per vedere come intervenire a sostegno delle ragazze rapite.