” “”Quando si parla di uomo non si può non parlare dal ruolo centrale della famiglia che, tuttavia, è un ambito sempre più fragile e proprio per questo ora interroga come non mai le religioni”. Così mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, ha sintetizzato le linee-guida del forum, “Ricchezza e fragilità della famiglia: religioni a confronto” da lui presieduta nella mattinata di oggi a Milano, nell’ambito del XVIII Incontro “Religioni e culture: il coraggio di un nuovo umanesimo”. Sottolineando le attuali difficoltà attinenti, nelle nostre società, alla “progettualità della famiglia” e alla “divaricazione tra le dimensioni unitiva e procreativa della sessualità che tende a separare i desideri dai processi della natura, per cui si fanno sempre meno figli o, al contrario, li si vuole anche con mezzi di procreazione assistita”, Betori ha sottolineato come “sia importante parlare della famiglia in modo più spiritualmente ispirato, specie di fronte al problema di una riduzione della sua identità a causa di un’ideologia che intende sganciarla dal suo fondamento religioso da un lato e, dall’altro, la assorbe dentro un’ipertrofia dello Stato che vorrebbe espropriarla della sua funzione educativa. Da questo punto di vista credo ha concluso il segretario Cei che una riflessione delle religioni su queste tematiche possa aiutare a ristabilire il primato della famiglia sullo Stato e la sua centralità in rapporto alla società”.
Parole alle quali ha fatto eco la presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, Paola Bignardi per la quale “non solo la religione cristiana, ma tutte le fedi, possono dare un contributo “forte”, proprio perché una delle difficoltà odierne più allarmanti è quella di non trovare più un “senso” nelle esperienze della famiglia, sempre più spesso vissute solo nella loro materialità e non nel loro significato esistenziale ed antropologico. Il non avere una rielaborazione di questi significati è un danno grave. Qui si può sviluppare un dialogo che farà bene all’istituzione familiare, alla società nel suo complesso e anche al dialogo interreligioso”.