” “”Ciò che è accaduto a Beslan allarga i confini della crisi cecena”. È quanto sostiene Paolo Beccegato, responsabile dell’area internazionale della Caritas italiana, in una nota per il Sir (old.agensir.it) sulla strage, in cui – secondo le cifre ufficiali – hanno perso la vita 394 persone, di cui 156 bambini, mentre i dispersi sarebbero saliti a 191. Il responsabile dell’area internazionale della Caritas italiana ripercorre le cause che hanno portato alla tragedia nella scuola di Beslan: “In ciascuno dei Paesi coinvolti nella crisi cecena e caucasica vi è un conflitto e ogni conflitto è legato all’altro, principalmente da ragioni politiche ed economiche. Durante quest’anno l’escalation della violenza non ha conosciuto tregua, anche se in Occidente non si è voluto dare importanza ai fatti accaduti. L’elenco delle vittime viene spesso ‘dimenticato’ dall’opinione pubblica e dalla grande informazione”. Si tratta, secondo Beccegato, di “una catena interminabile di sangue e di morte, che adesso ha un ulteriore, enorme anello. Oggi piangiamo i bambini e le vittime di Beslan, ci uniamo contro ogni terrorismo, chiediamo che le religioni non vengano utilizzate come pretesto di divisioni, ma siano fermento che unisce”. Ma, afferma Beccegato, “il problema va affrontato alle sue radici, è una piaga troppo ampia che ha bisogno di un grande lavoro di recupero prima politico e poi sociale di dimensioni ancora non sperimentate, né dalla politica europea e internazionale, né dalle agenzie di intervento umanitario, vista l’entità delle necessità e la precarietà delle situazioni da risolvere. Da qualche parte però si dovrà iniziare a ragionare su piani diversi, accogliendo l’appello del Papa, che diventa un urlo straziante: ‘Costruiamo la pace, lavoriamo per la riconciliazione'”.