“Come si può dire che si lotta per la libertà quando si uccidono i bambini?”. Con queste parole di Feofan Azhurkov, vescovo ortodosso di Stravropol’ e Vladikavkaz, sotto la cui giurisdizione ricade l’Ossezia del Nord, è iniziato ieri a Milano (fino al 7 settembre) il meeting internazionale “Uomini e Religioni” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio sul tema “Religioni e culture. Il coraggio di un nuovo umanesimo”. “Come testimone di questa tragedia – ha proseguito il vescovo ortodosso – chiedo a tutti di unirsi contro terrorismo e guerra. L’umanità non ha altra scelta che quella di unirsi. Quanto ho visto è terribile e per questo chiedo a voi tutto il sostegno morale di cui abbiamo bisogno”. Ai presenti Feofan ha raccontato quanto accaduto nella scuola di Beslan: “Saputo del sequestro, sono giunto a Beslan in 30 minuti offrendomi come mediatore, ma ogni dialogo è stato rifiutato. Anche al pediatra moscovita che si è offerto di visitare i bambini è stato detto ‘Se ci provi ti fucileremo’. Hanno rinchiuso i bambini in una palestra senza nemmeno lo spazio per sedersi. Hanno teso un’asta tra i due canestri, costringendo i bambini ad appendere le granate come fossero ghirlande. Il terzo giorno i terroristi hanno fatto esplodere due bombe, che hanno ucciso la gran parte dei bambini. Chi ha cercato di fuggire è stato fucilato alle spalle. Io stesso ho chiuso gli occhi a diversi bambini uccisi in tal modo”. Della strage di Beslan ha parlato anche Andrea Riccardi, presidente della Comunità di Sant’Egidio, nel proprio intervento: “Abbiamo ancora negli occhi i volti dei bambini di Beslan, i loro poveri corpi martoriati… È un livello di barbarie inaccettabile. Anche i figli dei tuoi nemici, non sono nemici, ma sono solo bambini”.