AZIONE CATTOLICA A LORETO: BIGNARDI, GLI ORATORI “RISORSA” PER LA SOCIETÀ CIVILE

” “”Espressione della carità della comunità cristiana, l’oratorio ha espresso e continua ad esprimere la sua passione per la persona, la fiducia e l’interesse per le nuove generazioni, il desiderio di aprire loro gli orizzonti di una vita carica di significato”. E’ stato questo il giudizio espresso oggi dalla presidente nazionale dell’Azione cattolica, durante il convegno “La funzione sociale e educativa degli oratori”, in corso stamattina a S. Benedetto del Tronto nell’ambito della festa-pellegrinaggio di Ac a Loreto. Nell’oratorio, ha sottolineato Bignardi, “sono due i tratti della tradizione cristiana: il senso del valore di ogni persona e la solidarietà”, come sono due le immagini per descrivere questa realtà: “la casa di Nazaret, perché luogo accogliente che protegge senza rinchiudere, e la strada di Emmaus, per il suo incontrare le persone così come sono”. Per la presidente di Ac, “oggi la comunità cristiana deve offrire un tessuto di relazioni, aprire spazi d’incontro, mettere a disposizione comunità educanti ed ambienti in cui i giovani si sentano accolti. La grande tradizione degli oratori ci dicono di offrire questo non come prolungamenti della sacrestia, ma come ‘ponti’ tra la chiesa e la strada”. Le caratteristiche dell’oratorio sono, ha aggiunto Bignardi, “gratuità e stile del volontariato, diversità territoriale, attenzione educativa e promozione umana”. Di qui il suo essere risorsa per la crescita di una società civile, che riconosce il valore della sussidiarietà come fondativo del suo patto costituzionale”. In riferimento alla legge 206 del 2003, “ci piace pensare – ha dichiarato, poi, Bignardi – che l’acquisizione culturale, che sta alla base del legislatore nel suo riconoscimento dell’esperienza degli oratori, prenda forma all’interno di una cultura istituzionale che valorizza il corpo sociale in tutte le sue articolazioni. Ridurre, infatti, tale riconoscimento ad una mera concessione di spazi e risorse sarà un vero arretramento nello spirito originario della legge”. D’altro canto, conclude Bignardi, ora che esiste la legge, “è fondamentale, per l’oratorio, non rinunciare al segno della gratuità e all’essere espressione della cura di una comunità viva, continuando a prendersi cura delle nuove generazioni”.