” “Nel suo intervento al convegno sulla famiglia, in corso a Macerata, Paola Bignardi ha affrontato anche il problema della fatica e della difficoltà di accogliere la vita. “Vivere ha detto la presidente nazionale – è il bene radicale, ma non è una ‘cosa’ di cui disporre a nostro piacimento. È il caso delle coppie che vogliono un figlio a tutti i costi; di quelle che lo rifiutano dopo il concepimento; di quelle che pensano di disporre della vita quando la malattia e la vecchiaia la segnano gravemente”. “Un figlio ha proseguito – non è un diritto ma un dono e la maternità deve poter essere una grazia: se talvolta non lo è, ciò dipende anche da condizioni di dolore, di solitudine, di ingiustizia in cui la madre si trova a vivere. Sono i casi in cui la testimonianza solidale e amica di altre famiglie e di una comunità può aiutare a trasformare un dramma in dono”. In questo caso, l’Azione Cattolica propone il sostegno alla vita anche attraverso le esperienze dell’adozione e dell’affidamento. Oggi, ha osservato, poi, Bignardi, c’è un’altra situazione che interpella la vita delle famiglie, “quella degli anziani, condannati a concludere nella solitudine la loro esistenza. Credo che oggi sia una scelta profondamente evangelica, come scelta di gratuità capace di testimoniare il valore della vita”. Per compiere questo passo, “occorre che una famiglia abbia attorno a sé una rete associativa forte, solidale, fraterna, operosa. Una famiglia che prende in affido un anziano può essere non solo un segno evangelico per chi la fa, ma una fonte di vitalità per l’associazione in cui si colloca. Credo che questa scelta, in un contesto sociale che si sta avviando ad un invecchiamento progressivo e sempre più triste, possa costituire la profezia di una società solidale, una delle mille forme in cui può prendere corpo la civiltà dell’amore”. (segue)