” “”La strage seguita all’attacco della moschea sciita di al-Kadhimiyah a nord di Baghdad costituisce la più massiccia carneficina di civili, fra cui donne e bambini, da quando è iniziata la guerra in Iraq. Si discuterà a lungo se il panico che ha provocato la fuga nella calca di migliaia di persone sia stato scatenato da colpi di mortaio caduti sul luogo di culto o dalla voce di un attentato terrorista al suo interno”. È il commento di Romanello Cantini, esperto Sir di questioni mediorientali, sulla strage avvenuta oggi a Baghdad, in cui si contano oltre 800 morti e centinaia di feriti. “Appare sempre più evidente che il terrorismo non risparmia nessuno afferma Cantini – e che l’intricata vicenda irakena è sempre più – oltre che la consueta e interminabile guerra fra soldati e guerriglieri – anche una latente ma spietata guerra civile in cui la popolazione sciita, i suoi luoghi sacri e le sue manifestazioni religiose diventano il terzo enorme bersaglio del terrorismo accanto alle truppe straniere e all’esercito governativo messo in piedi alla meglio. La fresca rottura fra sunniti e sciiti sul progetto di Costituzione e il rischio che la Carta – che doveva fondare il nuovo Stato – faccia naufragio nel prossimo referendum minaccia sempre più concretamente l’esplosione generalizzata di una guerra di tutti contro tutti. Ci sono ancora poche settimane con pochi mediatori e non molte possibilità di compromesso prima di precipitare in una guerra civile dentro una guerra infinita”.