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” “Oggi come in passato, per Serbia e Bulgaria si presenta un compito arduo in campo internazionale: "Trovare una collocazione congeniale tra Costantinopoli", cioè l’Oriente, "Mosca e le potenze occidentali, nello stesso tempo in cui i due Paesi devono affrontare il problema di modelli culturali, sempre più secolarizzati", che vengono loro dall’Europa continentale. Sante Graciotti, studioso dell’Accademia dei Lincei, introduce così la XXVII settimana europea di studi promossa dalla Fondazione ambrosiana Paolo VI, in corso, fino al 3 settembre, a Villa Cagnola di Gazzada (Varese), che pone a confronto studiosi di diverse nazioni europee, e si concentra in questa edizione sul Balcano meridionale. La Fondazione ha una lunga tradizione di convegni sulla storia religiosa e culturale del vecchio continente, a suo tempo ispirata da Giovanni Battista Montini. Secondo Graciotti, i due Paesi "hanno oggi un tratto comune, derivante dalla loro futura adesione all’Unione europea. Mostrano però anche due problemi analoghi: il rapporto con l’Islam", radicato in diverse aree balcaniche, e "il conflitto interreligioso e interetnico tra cattolici e ortodossi, che peraltro interessa maggiormente la Serbia". Per tale ragione nell’area balcanica, ancora segnata dai conflitti degli anni ’90 (Graciotti cita in proposito il decimo anniversario della strage di Srebrenica), "le chiese sono chiamate, oggi più che mai, a rendere possibile un ruolo apparentemente impossibile, quale è quello della pacificazione". (segue)
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