“Andremo avanti lo stesso senza alcun timore per raggiungere i traguardi di bene che ci siamo prefissati”: è quanto dice al Sir don Eduardo Scordio, parroco di Santa Maria Assunta di Isola Capo Rizzuto (Cr) dopo il ritrovamento, ieri 30 agosto, di un ordigno esplosivo collocato sul davanzale di una finestra dell’edificio che ospita gli uffici parrocchiali e dell’associazione ecclesiale “La Misericordia” attiva sul territorio. Questa associazione, infatti, gestisce dal 1999 il campo di prima accoglienza per profughi extracomunitari e dal 2004 il Centro di permanenza temporanea (Cpt), ospitando e dando assistenza a circa 1200 persone. “Sono tentativi barbarici – aggiunge don Scordio – per intimidirci, ostacolare e influenzare la nostra attività incentrata nell’impegno a dare risposte concrete a chi, in un territorio difficile, come il nostro, ha bisogno di aiuto”. L’ex palazzo vescovile – dove è stato rinvenuto l’ordigno – ospita anche le scuole parrocchiali con 350 alunni, alcuni corsi di formazione, la scuola di formazione politica ed altre attività promosse dalla parrocchia, sempre in prima fila nel contrastare ogni forma di illegalità. Meno di un anno fa, don Scordio e l’associazione “Misericordia” avevano presentato il “decalogo della libertà dalla ‘ndrangheta e dalla sua cultura di morte” nel quale si sottolineava che “non vi è vera libertà se non si è liberati dal peccato, dal male che abita dentro di noi e si manifesta all’esterno con azioni individuali-familiari-comunitarie” con l’obiettivo di creare una comunità ecclesiale e civile basata sui valori della libertà cristiana dove “i condizionamenti sono tremendi e gli allettamenti del denaro facile ancor di più”. ” ”