Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana” “Come sempre la politica d’agosto è fibrillante: era vero ai tempi della repubblica proporzionale, quando partiti e correnti delineavano le proprie strategie ai convegni nelle località di villeggiatura (preferibilmente montana o termale). E’ vero ai tempi della repubblica maggioritaria, quando nei poli contenitore emergono le diverse ed articolate identità. Ovviamente l’esercizio, ancorché abituale, diventa più intrigante all’inizio di un anno di attività politica che culminerà in un ricco piatto elettorale: politiche, presidenziali, regionali in Sicilia e amministrative in alcuni grandi centri. Sopravvivranno gli attuali "poli" a queste scadenze: come evolveranno per presentarsi al meglio e poi, sul medio periodo, quali scenari si possono delineare?
Il dibattito in corso sul "centro" rappresenta un po’ il precipitato di questi (ed altri) interrogativi sulla interminata transizione italiana, questo decennio e più ormai di esperienza di alternanze ripetute che sembrano, quasi in un movimento a spirale, ritornare su se stesse. Nel frattempo sembra farsi strada un’impressione rimbalzata anche nelle analisi (non sempre impeccabili e disinteressate, certo) di agenzie ed osservatori stranieri, che cioè i due contrapposti schieramenti finiscano coll’essere sostanzialmente equivalenti, dal punto di vista della capacità di aggredire i nodi strutturali. Detto più semplicemente, cresce il disinteresse per la politica degli schieramenti, delle dichiarazioni, dei programmi rutilanti, di fronte alla realtà etica dei comportamenti quotidiani e soprattutto all’incalzare dei problemi di tutti i giorni.
In realtà non c’è spazio per altro che un serio, duro lavoro per il buongoverno e per corroborare e dare vigorosa espressione ai quei principi e valori che definiscono la democrazia e rendono la società coesa e capace di futuro.
La campagna per le elezioni tedesche in corso sembra confermarlo: l’elettorato non sembra volere rilasciare a nessuno assegni in bianco: esprime oltre che frange di protesta e di malcontento, che non sembrano superare una fisiologica soglia – una generale moderazione. Cosicché i due schieramenti fanno bene attenzione a non spingere più di tanto il tasto della radicalizzazione. Tanto che l’ipotesi di una "grande coalizione" è vista senza scandalo. E il sistema tedesco, il famoso proporzionale con soglia si sbarramento, lo si noti bene, è quello che, in più di mezzo secolo, ha dimostrato la maggiore stabilità in Europa, capace di produrre alternanza, ma anche e soprattutto stabilità e governabilità.
L’infinita transizione italiana ha bisogno di interventi tanto sul piano della domanda che dell’offerta politica, come ben sanno tutti gli attori sul tappeto, nella politica e nella società civile: le scadenze sono molto vicine, per tutti.” ”