Benedetto XVI ha poi ricordato che in passato "il rispetto e la mutua comprensione non hanno sempre contraddistinto i rapporti tra cristiani e musulmani", a causa di guerre e battaglie che invocavano, "da una parte e dall’altra, il nome di Dio, quasi che combattere il nemico e uccidere l’avversario potesse essere cosa a Lui gradita". Secondo il Papa "il ricordo di questi tristi eventi dovrebbe riempirci di vergogna, ben sapendo quali atrocità siano state commesse nel nome della religione". "Le lezioni del passato ha sottolineato – devono servirci ad evitare di ripetere gli stessi errori. Noi vogliamo ricercare le vie della riconciliazione e imparare a vivere rispettando ciascuno l’identità dell’altro". Ai responsabili musulmani ha ricordato la "grande responsabilità nella formazione delle nuove generazioni". "Non c’è spazio per l’apatia e il disimpegno e ancor meno per la parzialità e il settarismo. Non possiamo cedere alla paura né al pessimismo. Dobbiamo piuttosto coltivare l’ottimismo e la speranza. Il dialogo interreligioso e interculturale fra cristiani e musulmani non può ridursi a una scelta stagionale. Esso è infatti una necessità vitale, da cui dipende in gran parte il nostro futuro".