"Sarebbe stato impensabile che in una città come Colonia dove c’è la più antica Comunità ebraica e dove durante la seconda guerra mondiale 11mila ebrei hanno perso la vita, il Papa non onorasse l’una e gli altri. Con questo gesto Benedetto XVI ha risottolineato tutti i grandi passi di dialogo del suo predecessore e l’intenzione di proseguire su questo cammino con tutta la sua forza". Lo ha detto il card. Karl Lehmann, presidente dei vescovi tedeschi, commentando oggi ai giornalisti la visita del Santo Padre alla Sinagoga di Colonia. Riguardo alla richiesta degli ebrei di aprire gli archivi vaticani e alla volontà di approfondire la valutazione, dal punto di vista storico e teologico, del rapporto tra ebraismo e cristianesimo, il card. Lehmann ha sottolineato alcuni temi come "la valutazione della figura di Pio XII, la resistenza della Chiesa contro l’olocausto, la persistenza di un antisemitismo nel cristianesimo". "Questioni ha aggiunto il cardinale su cui c’è ancora molto da fare". Riguardo agli archivi (quelli della Congregazione della fede e quelli vaticani di cui una parte é stata già aperta) il cardinale ha spiegato che il Papa ha certamente intenzione di "andare avanti". Lehmann ha quindi parlato delle responsabilità storiche della Chiesa cattolica verso il popolo ebreo durante la Shoah. "Non vogliamo scusarci ha affermato – dicendo che ci sono stati grandi esempi di cristiani e cattolici che hanno salvato migliaia di ebrei dalla persecuzione. Non vogliamo dire che il problema è risolto. È questa una questione che ci perseguiterà sempre e ricadrà anche sulle generazioni che non hanno vissuto la guerra. A noi e a loro, il Papa ha affidato un compito. Ci ha detto che mai più, mai più dovranno accadere simili tragedie".