XX GMG: 40 ANNI DI STORIA, LE TAPPE PIÙ IMPORTANTI DEL DIALOGO TRA LA CHIESA CATTOLICA E IL POPOLO DI ISRAELE

Era il 28 ottobre 1965 quando fu promulgata la Dichiarazione conciliare "Nostra Aetate", esattamente 40 anni fa. Si può far risalire a quella data l’inizio nella storia di una visione nuova del rapporto tra la Chiesa cattolica e Israele. Ispiratore ne era Papa Giovanni XXIII, che, appena dopo la sua elezione (1958) disse agli ebrei, incontrandoli: "I am Joseph your brother – Sono Giuseppe vostro fratello". Nel 1959 Giovanni XXIII abolì dalla liturgia la formulazione che parlava di "perfidi ebrei". Tornando al Concilio, le ripercussioni in campo cristiano, alla pubblicazione della "Nostra Aetate" si fanno sentire non solo in ambienti cattolici. Seguono, infatti, dichiarazioni del Consiglio protestante belga nel 1967 e del Consiglio ecumenico delle Chiese, sempre nel 1967. Nel frattempo a Roma, ci si accorge che molto non era stato detto e così il 1° dicembre 1974 furono pubblicati gli "Orientamenti e Suggerimenti per l’applicazione della dichiarazione conciliare Nostra Aetate". Ha inizio in questi anni il pontificato di Giovanni Paolo II. Tra le sue primissime dichiarazioni al popolo ebraico spicca il discorso ai rappresentanti della Comunità ebraica della Germania federale (Magonza, 17 novembre 1980). È in questa occasione che Giovanni Paolo II pronuncia la frase, ripresa e ricordata oggi in molti incontri: "Il popolo ebraico dell’Antica Alleanza che non é mai sta revocata". (segue)