Entusiasmo, soddisfazione ma anche attesa. E soprattutto l’eredità di Giovanni Paolo II. Sono le sensazioni dei giovani subito dopo il primo incontro con Benedetto XVI, avvenuto ieri sera, nell’ambito della XX Giornata mondiale della gioventù. "Ci ha colpito il calore delle sue parole dice Francesca Lucchini, della diocesi di Brescia é bello vedere una persona della sua età animata da una grande voglia di comunicare con noi giovani. Si sta mettendo in gioco. Lo aspettiamo alla veglia di Marienfeld, lì lo vedremo da vicino". Dello stesso avviso Henry Collantes, filippino di Manila, che afferma: "Benedetto XVI non ha la gestualità di Giovanni Paolo II. Dovremo abituarci a un altro modo di comunicare. Intanto speriamo, preghiamo per lui". "Non sono qui solo per il Papa sostiene Bruno Rocha, insegnante di Lisbona (Portogallo) da quello che posso vedere mi sembra che si sia inserito nella traccia lasciata da Papa Wojtyla, e questo indica continuità con il passato. Sono convinto che sia un testimone di fede, per questo i giovani lo seguiranno". "Lo ascolteremo volentieri alla veglia di Marienfeld dichiara Dang Quoc Thank, vietnamita di Hanoi l’incontro di oggi é troppo breve per esprimere un giudizio. Ma sento di volergli bene". Francesco Cannizzo, studente svizzero di 21 anni: "Benedetto XVI é Papa da poco tempo, ma é ricco di messaggi".