“Proprio in questa Chiesa che in Europa sembra invecchiare Dio chiama continuamente e incessantemente”: lo ha ricordato ai giovani, invitandoli a diventare “ascoltatori di Dio”, il vescovo Franz-Joseph Bode, presidente della Commissione episcopale per i giovani, nell’omelia durante la messa di apertura ufficiale della XX Giornata mondiale della gioventù che si sta svolgendo a Bonn, in contemporanea con Colonia e Düsseldorf. Nella piazza Hofgarten, luogo simbolico per essere stata teatro nel 1980 delle manifestazioni per la pace del movimento cattolico, circa 50.000 giovani sotto un sole impensabile hanno ascoltato in silenzio le parole del vescovo, con l’aiuto delle radioline per la traduzione dal tedesco. Spesso hanno applaudito tra una frase e l’altra. Soprattutto quando ha descritto i nostri tempi in Europa poveri di “parole elettrizzanti, con poche visioni veramente accattivanti, pochi personaggi che offrono orientamento sul cammino verso il futuro”. Questo accade sia per la Chiesa sia per la società, ha precisato, e soprattutto i giovani soffrono perché “le prospettive di vita sono bloccate dalla disoccupazione e da una profonda paura del futuro”. In più, “visto il rumore del mercato multicolore delle possibilità – ha sottolineato – i giovani fanno fatica a distinguere la voce di Dio dalle altre voci”. Da qui l’invito a farsi guidare dai saggi, dagli anziani, come Giovanni Paolo II e ora Benedetto XVI, per saper ascoltare la voce di Dio che chiama. Un atteggiamento da vivere insieme nella Chiesa “perché nessuno può fare il suo cammino con Dio da solo, ma ha bisogno di una grande comunità per la via della fede e della vocazione”.